Le monete d’oro del Granducato di Toscana si riferiscono alle monete doro coniate tra il 1569 e il 1859, ovvero dall’anno in cui, grazie a una bolla papale di Papa Pio V, il Duca di Firenze Cosimo de’ Medici viene nominato Granducato di Toscana, sancendo la nascita del Granducato.

La dinastia dei Medici regnerà sul Granducato fino al 1737, quando la Toscana – rimasta senza eredi – diverrà feudo dell’Impero Austriaco. Con diverse vicissitudini, tra cui l’arrivo di Napoleone a Firenze e la Guerra di Indipendenza Italiana, il Granducato di Toscana resistette fino al 1859, prima di passare al Regno di Sardegna l’anno successivo e, infine, nel 1861, al Regno d’Italia.

Il fiorino 

In questo lungo periodo nel Granducato vennero emesse diverse monete d’oro. Quella più nota fu probabilmente il fiorino, evoluzione del fiorino d’oro da 3,537 grammi e 24 carati che fu coniato per la prima volta nel 1252 a Firenze. Il suo nome deriva dal fior di giglio che è rappresentato al dritto della moneta. 

Durante il periodo del Granducato di Toscana il fiorino d’oro venne coniato con peso di 3,49 grammi in oro a 1000/1000, mentre un fiorino toscano da 6,88 grammi a 916/1000, dal valore di 100 quattrini, fu emesso da Leopoldo II di Lorena tra il 1826 e il 1858, poco prima dunque dell’annessione al Regno di Sardegna.

Il leopoldino

Un’altra moneta molto conosciuta nel Granducato fu il leopoldino d’oro, emesso tra il 1827 e il 1828 dal granduca Leopoldo II. Il suo valore era di 80 fiorini d’oro e aveva un peso di 32,650 grammi, con diametro di 31 millimetri e titolo di 24 carati.

Al dritto recava il giglio di Firenze e la legenda LEOPOLDVS II. D. G. P. I. A. P. R. H. ET B. A. A. MAGN. DVX ETR. Al rovescio era invece presente lo stemma del Granducato di Toscana e, in basso, l’indicazione del titolo KI 24, 24 carati.

Il ruspone

Il ruspo è un fiorino o zecchino coniato nel 1719 a Firenze da Cosimo III. Molto apprezzato, fu coniato anche in un pezzo d’oro da 3 zecchini, chiamato ruspone.

Fu caratterizzato dai tipi del giglio fiorentino e di San Giovanni Battista, patrono di Firenze.

Lo zecchino

Lo zecchino del Granducato di Toscana fu coniato a Firenze dal 1537 al 1859, con valore equivalente a 3,5 grammi d’oro, titolo di 985/1000 e diametro di 21 millimetri. Il nome deriva evidentemente da quello, più celebre, della zecca di Venezia, dove vennero coniate le prime monete d’oro simili.

L’intento di Cosimo I de’ Medici fu quello di utilizzare lo zecchino come sostituto del fiorino d’oro: la moneta ebbe un grande successo e divenne una delle monete d’oro più diffuse e ricercate in Europa. Presentava sul dritto il busto del Granduca regnante e sul rovescio il giglio fiorentino, simbolo della città di Firenze. 

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